Sara Copio Sulla. La Voce del ghetto di Venezia seicentesca. I sonetti. VI

Con la tua scorta, ecco, Signor, m’accingo
A la difesa, ove m’oltraggia e sgrida
Guerrier, che ardisce querelar d’infida
L’alma che, tua mercé, di fede i’ cingo.

Entro senz’armi in non usato aringo,
Né guerra io prendo contra chi mi sfida;
Ma, perché tua pietà, mio Dio, m’affida,
Col petto ignudo i colpi suoi respingo.

Che se di polve già l’armi formasti
Al grand’Abram, contra i nemici Regi,
Si ch’ei di lor fè memorando scempio,

Rinova in me, bench’inegual, l’esempio,
E l’inchiostro ch’io spargo fa ch’or basti
A dimostrar di tua possanza i pregi.

Con la tua scorta, ecco, Signor, m’accingo, Manifesto di Sarra Copia Sulam hebrea…, in Venetia, MDCXXI, Appresso Ioanni Alberti, p. 7. Di seguito A.

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