Leonora della Genga. “Coprite, o muse, di color funebre”. XIV secolo

Coprite, o muse, di color funebre
Tutto Parnaso, ed ogni loco appresso;
Svelto il lauro, piantate ivi il cipresso,
Sien le vostre querele ognor più crebre.

Il pianto, che uscirà dalle palpebre
Empia Aganippe, e non si trovi in esso
Altro liquor, che quel, che vi sia messo
Dagl’ occhj vostri, e dall’altrui tenebre,

E poi, che avrete con dolenti segni
Mostrati i danni sempiterni vostri,
Per Ortensia gentile a tondo, a tondo;

Direte a tutti i pellegrini ingegni,
Che spendono in lodare i sacri inchiostri,
Questo spirto gentil sì raro al Mondo.

 

18 commenti su “Leonora della Genga. “Coprite, o muse, di color funebre”. XIV secolo

  1. L’ha ripubblicato su Alchimiee ha commentato:
    Quanto prima pubblicherò un muovo video.
    Me ne da spunto questa lirica di una poetessa poco nota, una personalità forte, anticonvenzionale, che da femminista antelitteram, in una società dominata dagli uomini, rivendica per le donne un ruolo di rilevanza al pari degli uomini.

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  2. Una perdita che ha lasciato un segno e che vorrebbe fosse palesato al mondo:
    “Direte a tutti i pellegrini ingegni,
    Che spendono in lodare i sacri inchiostri,
    Questo spirto gentil sì raro al Mondo.”
    Versi profondi che ho assaporato! Grazie.

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