Donna, Vita, Libertà

Dopo un lungo periodo di pausa, impegnato a imbrattare carte e a leggere in una colta pigrizia, ritorno a dedicare del tempo al mio blog, abbandonato fin da troppo tempo e trascurato senza le dovute attenzioni, che avrebbe, invece, meritato. La scaletta prevedeva di riportarvi taluni argomenti, che avrebbero condotto a disquisire sulla biografia di un illustre scrittore anglosassone, uno dei tanti che hanno amato alla follia la nostra penisola tanto da volerci rimanere per l’eternità; oppure sulle curiose similitudini che appaiono da una misteriosa località dei Pirenei francesi ad un paesotto della Marca; o, ancora, scorci meravigliosi della nostra bell’Italia, con le loro chicche ineguagliabili.  In breve, riprendere dai brani sul genere che avete avuto modo già nel passato di leggere, con tanta pazienza aggiungerei. E tutto ciò cercando di non far trasparire i sentimenti contrastanti su quanto accaduto e sta accadendo a casa nostra e nel mondo. La guerra in Ucraina e l’effetto domino in Medio Oriente, nel tentativo – riuscito – di allargamento del fronte, e in Estremo oriente: ormai una polveriera pronta ad esplodere con la prima scintilla incontrollata. Insomma, non è un momento storico tra i più tranquilli, a quanto pare. Tuttavia, un avvenimento, che per certi versi possedeva la caratteristica di non essere per niente imprevedibile e imprevisto, non ha trovato un eco adeguato nelle nostre piazze, spesso e volentieri minoritarie e settarie nonché distaccate dai reali problemi della vita di ogni giorno, intrise come sono da spinte ideologiche populiste di destra o di sinistra.

Tra le molte passioni positive e piacevoli che coltivo, debbo annoverare quella per la Persia. Una terra incredibile, dove la bellezza appare specchiarsi dappertutto, compreso sui volti delle donne – quando libere dal velo e – degli uomini. Si, la Persia è senza dubbio un luogo magico e incredibile come pochi. Culla di molte civiltà, è un forziere stupefacente di meravigliosi paesaggi e ambienti naturalistici, aree archeologiche e storiche come poche e, tra le altre cose, madre feconda di una letteratura, capace da sola ad illuminare le terre dal mar Caspio al Golfo Persico.  Così, di primo acchito, mi viene in mente il mistico e poeta Shamsu’l-Din Muhammad, vissuto nel XIV secolo e conosciuto con il nome di Hafez; il grande tagico Omar Khayyan (XI secolo) oppure la poesia di Nima Now-Sheikh (1897/1959), fondatore della nuova poesia, o, ancora, Sadeq Hedayat  (1903/1951), l’”esploratore senza meta dell’anima, di sé e dei suoi simili che ha incontrato mostri, fantasmi, vicoli ciechi e tortuosi labirinti…” che ha raccontato “…il male di vivere in un paese antico che deve fare i conti con la modernità” (Bijan Zarmandili, 2006).  Appunto, con la modernità. Una coscienza storica che deve fare i conti con una misoginia delirante, nella quale la donna perde ogni valenza spirituale e corporale, un oggetto da celare dietro un tetro velo, sempre attenzionata da occhi inquisitori e sadici di un custode morale, uomo e, purtroppo, anche donna, dalla verità assoluta in tasca.

L’ultimo episodio conosciuto – ma quanti ne sono accaduti senza che nessuno se ne accorgesse – è di qualche tempo fa. Uno smartphone ha registrato delle immagini incredibili, che hanno gettato una nuova luce su che cosa sia il vero coraggio. In poco tempo, il video è divenuto virale sui social media, a dispetto di tutto e di tutti. La camera ha immortalato un gesto che ha dell’epico nella sua semplicità esplosiva. Siamo nei cortili alberati dell’Università di Azad a Teheran, una giovane studentessa va per la sua strada, tranquilla, senza immaginare che cosa le stia per capitare da lì a poco. Degli uomini, alcuni dei quali di poco più grandi di lei, la fermano. Si qualificano come appartenenti alla polizia morale e la redarguiscono aspramente perché non sta indossando il velo in maniera corretta. La ragazza tenta di spiegare le sue ragioni, ma si rivelano sforzi vani, anzi. Viene nuovamente ammonita con parole taglienti e cominciano a strattonarla con violenza, tanto da strapparle di dosso lembi di tessuto dello Hijab e stropicciare di brutto gli abiti.  Le intimidazioni non sortirono alcun effetto sulla ragazza. I suoi occhi ressero al ciglio delle guardie della morale. Non provava alcun imbarazzo e tanto meno si sarebbe sottomessa a quelle persone prive di umanità, difensori senza macchia e paura del senso morale.  Il suo corpo era ormai diventato “campo di battaglia”. Nel lontano 1897, lo scrittore Oscar Wilde, aveva trovato le parole giuste per definire questi individui: esseri umani senza cuore, crudeli, vendicativi, ottusi e del tutto privi di umanità. “Le persone che vengono definite “morali” sono soltanto delle bestie”.

Così, all’improvviso, la ragazza “prima i circostanti turbò con paura e appresso li stupefece con maraviglia” (Boccaccio). Sola, ma fiera come può essere un’eroina dei tempi leggendari, ha cominciato a spogliarsi, fino a rimanere in biancheria intima, mutandina e reggiseno, sconcertando i tutori del bene morale.

Prelevata dagli agenti della Guardia Rivoluzionaria sui costumi, accorsi in tutta fretta, è stata dapprima condotta in una caserma, per poi essere internata coattamente in una struttura psichiatrica, in virtù del suo comportamento mostrato in pubblico, decisamente poco consono, una chiara espressione di pazzia morale, “una malata mentale” come tutte le altre donne iraniane che si oppongono al regime iraniano.

Ahou Daryaei, questi sono il nome e cognome della ragazza, ha sfidato apertamente il regime iraniano, pur sapendo di che cosa sia capace quest’ultimo. Le storie degli ultimi anni sono una continua narrazione di soprusi, orrori e morte.

Ahou non poteva non sapere a che cosa sarebbe andata contro. Le era nota la fine orribile di Mahsa Amini, la ventiduenne morta ammazzata per non aver indossato il velo. Come non poteva esserle sfuggito il martirio di Nika Shakarami, di soli 17 anni … diciassette anni, scomparsa dopo aver partecipato ad una manifestazione,

Nika Shakarami
Nika Shakarami

in memoria di Mahsa Amini, giovane donna di ventidue anni, anch’essa morta per mano del regime.

Mahsa Amini
Mahsa Amini, dopo il trattamento dei custodi della morale

Le parole che risuonarono lungo il corteo furono “donna, vita, libertà”.

La povera Nika era stata prelevata da tre guardie e montata a forza su un furgone, all’interno del quale è stata ripetutamente picchiata e stuprata, fino ad assassinarla senza pietà. Il suo cadavere è stato poi scaricato come un sacco di rifiuti davanti a un cassonetto d’immondezza.  I resti furono portati in un obitorio di un centro di detenzione della capitale, dove i familiari poterono almeno piangerla. Il suo corpo era straziato, volto e cranio fracassato da violenti colpi da renderla quasi irriconoscibile. I genitori, contro il volere dei depositari di ciò che è bene da ciò che è male, riuscirono seppellirla con tanto di cerimonia funebre.

Ancora, non poteva essere sfuggito il caso di Armita Geravand, picchiata senza pietà fino ad ucciderla. La sua colpa? Quella di non portare il consueto velo.

Armita Geravand
Armita Geravand trascinata fuori dalla metropolitana, dopo il pestaggio degli agenti della polizia morale

Eppure, dopo tutto ciò, gli occupanti dell’ambasciata in via Nomentana a Roma non hanno ancora sentito intonare cori di protesta e tanto meno si sono visti sfilare cartelli, inneggianti “donna, vita, libertà”.

69 commenti su “Donna, Vita, Libertà

  1. ehhhhh “le sensibilità democratiche” soffrono di una sindrome da vedovanza dal moscovita politburo dell’impero sovietico (defunto intorno all’ultima decade del secolo) e purtroppo se dei misfatti (anche orribili) non possono facilmente esser diretti contro chi ha vinto la Guerra Fredda non possono che essere ignorati: chi ha la pistola scarica non è un pacifista è solo uno che ha finito i colpi 😉 🙂 🙂 bentornato!!!! 😉 🙂 🙂

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    • Hai centrato al cuore uno dei problemi citati, come al tuo solito. Condivido la tua disquisizione, al solito dotta e precipua come poche. Visti i tempi e la velocità della lingua imperante, speriamo vivamente che le pistole rimangano senza colpi, neppure se a salve. Mi pare di assistere a qualcosa di già visto, per quanto obnubilato dalla polvere del tempo, peraltro nascosto sotto il tappeto delle varie vedovanze di una parte e dell’altra, anche se faccio molta fatica a riconoscere l’una dall’altra. Comunque, grazie della visita, che apprezzo sempre. Un abbraccio. Alla lettura delle tue sempre dotte disquisizioni. Un abbraccio, Marco

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    • Purtroppo, siamo capaci di ogni nefandezza. Il passato è testimone di orrende dimostrazioni, ma il genere umano sembra predisposto a riproporre il peggio di se stesso. Grazie per il commento e sono davvero grato per la tua visita. Marco

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  2. Il tuo ritorno sul blog mi entusiasma perché è bello poter leggere ancora i tuoi articoli sempre molto interessanti, purtroppo questo è anche molto doloroso. Un forte abbraccio.

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    • Mi entusiasma vedere che, malgrado il tempo trascorso, le “amiche” e gli “amici” bloggers visitano il mio blog, commentando pure. E’ davvero una grande soddisfazione. Vuol dire aver fatto qualcosa di buono. Grazie davvero. In effetti, è stato doloroso scrivere di queste giovani donne, che hanno saputo dimostrare una forza d’animo straordinaria. Mi ricordano molto i martiri della Libertà, che, per esempio, affrontarono i carri armati in una piazza in Cina, oppure le differenze religiose, politiche e, non minor misura, sessuali. Grazie per la tua visita e ancor grazie per il commento, che apprezzo. Un abbraccio. Marco

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  3. E’ davvero assurdo che nel 2024 esistano ancora Paesi dove una ragazza non può andare in giro senza veli, quando in altri girano nude come se niente fosse. Poi questi maltrattamenti sono davvero aberranti, come si fa ad accanirsi contro una ragazza solo perché mostra il suo corpo, davvero non ci sono parole! ☹☹🙄🤷‍♂️🤦‍♂️

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    • Hai ragione. E’ davvero aberrante che una ragazza debba subire violenza e perdere la vita per dei valori morali che difficilmente trovano un riflesso etico. Al di là della conquista della laicità della vita quotidiana, cosa relativamente recente, la tua osservazione sulla nudità è assai interessante e mi hai ricondotto alle fasi successive del peccato originale, quando i nostri due “antenati” s’accorsero di essere nudi. Era nata la malizia di chi guarda. In ogni modo, sono un assertore della “mesotes”, la pratica della moderazione, che respinge decisamente le spinte estreme. Un grazie di cuore e un forte abbraccio. Marco

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  4. Intanto ben tornato, queste vicende desolanti ci fanno capire quanto sia profondo il solco tra moralità e moralismo. E’ così un po’ dappertutto e non soltanto in Persia

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    • Grazie mille. Sono contento della tua visita. In tutta onesta, mi spaventa tutto ciò che sa di moralità e moralismo. Sul nostro presente gravano ancora i fumi dei roghi o dei forni del passato (speriamo!), frutti orribili di valori orrendi, di uomini resisi mostruosi da improbabili letture religiose e/o ideologiche. Hai ragione anche sul secondo aspetto: il mondo è paese. Un abbraccio. Marco

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  5. Il problema è donna, quindi poco interessante per i maschietti.

    Grazie per questo post che solleva il velo, non solo metaforico ma anche reale sulla condizione delle donne nel mondo islamico. Sottomesse e deprivate della loro libertà

    “donna, vita, libertà”

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    • Sono io a doverti ringraziare per la visita al blog. Purtroppo, non sono solo talune “frange” fondamentaliste del mondo islamico, tra l’altro piuttosto variegato tra le derivazioni sunnite e sciite, a propugnare intolleranza e crudeltà nei confronti dal diverso da sé, nascoste sotto il velo della religione. Tuttavia, l’Occidente non è stato scevro da tutto ciò. Un esempio, fra i molti, è stata la caccia alla strega, con i supplizi e i roghi conseguenti, che hanno appestato i cieli d’Europa per lungo tempo, senza dimenticare altri tremendi fumi di recente memoria, vittime di una laicità fattasi religione, come altre dello stesso periodo. La donna ha pagato un prezzo altissimo nell’evoluzione storica umana, come una vittima sacrificale, per tutti i “mali” del momento. Un abbraccio. Marco

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      • Giusta la tua osservazione sulla caccia alla donna da parte anche da altre religioni oltre l’islam. Sia in occidente sia in oriente. Ben raramente è stata apprezzata. Cito un esempio. Lucrezia Borgia per tutti è stata il simbolo della donna che tradiva, uccideva e quanto di peggio si potesse pensare. Per contro tutto questo sono fake news che col tempo si sono tramutate in verità nel comune pensiero. In realtà è stata tutt’altro. Donna colta che amava circondarsi di personaggi di alto livello. Era amatissima dal popolo ferrarese durante il suo matrimonio con Alfonso I d’Este. Fine politica che ha saputo conservare il ducato estense durante le assenze di Alfonso contrastando le mire papali di acquisire quei territori.

        Bella serata Marco

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  6. sarò chiara marco: l’ipocrisia codarda dell’europa è vomitevole, 80 anni di lekkakiul agli usa dovrebbero essere più che sufficienti…e mi fermo qui perché la storia è la passione di famiglia pertanto sono difficilmente contestabile . bentornato mio caro…abbraccio

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    • Ciao Viki, continuo sempre a leggere con molto piacere le tue composizioni – le trovo splendide – come trovo interessanti i pezzi di indirizzo “politico”, che non sempre mi ritrovo al cento per cento. Tuttavia, una cosa emerge dalla loro lettura, un’onestà intellettuale non facile da riscontrare in giro. Non ti nascondo che , quando ho letto il tuo commento, mi si è stampato un sorrisetto, ben sapendo che ogni tua singola parola era il segno di una emozione di una persona sincera, conscia di un bagaglio culturale di nota – ricordo con piacere la conversazione di tanto tempo fa sul tragico fenomeno della stregoneria -. Ecco, questa è la sintesi che latita sulle “piazze”: conoscere i singoli fenomeni che affliggono il mondo non solo con una visione “ideologica” di per sé limitativa, ma con una visione antropocentrica in tutte le sue diffuse ramificazioni, comprese quelle emozionali – rarissime nella diffusa aridità contemporanea. Al di là di queste considerazioni, grazie della tua visita e del commento. E’ un pregio sapere che leggi sempre con attenzione ogni mio brano. Non è mai così scontato. Grazie, Viki. Un bacione

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  7. Thank you so much for highlighting the extreme cruelty these poor girls have suffered. We read a little about this in the US but it all seems so foreign to us. What a brave girl to have stood there in her underwear. She will NOT be forgotten, as will the others. Sooner or later, the women will be free. Such a pity!

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    • Unfortunately, the girls described in the article just a small thing compared to the many women who have disappeared without leaving a trace or a word for their loved ones. As long as one of the Iranian women has breath to carry on the great struggle of conscience – not only for the female gender, but for the absolute concept of Freedom – hope for Iran will not fade into the total darkness of endless violence. Thank you for the comment. I appreciate it. A hug. Marco

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    • Mi sono chiesto anch’io che cosa potesse esserle capitato in questi ultimi giorni alla povera Ahou, colpevole di non voler essere mortificata perché giovane e, soprattutto, di sesso femminile. Tuttavia, conoscere quanto è accaduto nel passato recente, fa decisamente rabbrividire. Nel male, trova posto una notizia che fa ben sperare, per quanto possa essere frutto dei nuovi equilibri internazionali, la cantante iraniana Parastoo Ahmadi, arrestata per aver cantato senza il velo, è stata liberata. Una piccola fiammella in un cielo cupo. Grazie per il commento.

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    • The victims are in fact women, young or not, and some male able to understand what sacrifices were made by mother, sister, daughter, wife, partner or lover or the simple neighbor and all this to erase, Mutilate the wonderful expression of a part of the universe, perhaps the most beautiful in absolute. Thanks for the comment, which I appreciated. A hug. Marco

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  8. Uno strazio continuo, un orrore senza fine in un paese dove l’oppressione è una costante, ancora peggio per le donne. Prima o poi questo regime dovrà pagare un bel conto perché nei centri più grandi, lì dove la scolarizzazione e l’istruzione anche universitaria sono più diffuse, proprio i giovani hanno coraggio e manifestano. E non solo loro.
    Ma anche l’attuale arresto di Giorgia Sala, giornalista italiana, è simbolo di quanto accade in Iran, di come il suo regime si comporta, lo fa come i peggiori banditi e terroristi. Perché aver messo in carcere Cecilia non è solo aver tolto una presenza scomodissima dalle strade iraniane, ma è mezzo di pressione sull’Italia per fare uno scambio di favori. Forse anche il gioco della diplomazia degli ostaggi usata da regimi canaglia. In questo caso per avere indietro quel cittadino iraniano arrestato all’aeroporto di Malpensa seguendo un mandato di cattura degli Stati Uniti.
    Dal regno degli ayatollah possiamo aspettarci anche di peggio.
    E mi viene l’orrore per alcuni italiani ed europei che in alcune manifestazioni hanno difeso i sanguinari padroni dell’Iran

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    • Caro Giuseppe, condivido ogni tua singola parola. L’orrore del totalitarismo islamista liberticida e misogino dello stato degli ayatollah, è cosa ben diversa dalla realtà in ebollizione della vera Persia, la terra dove per secoli la civiltà ha dato il meglio di sé. Forse, è proprio questo il motivo. Uno stato che non coincide più con il suo popolo deve necessariamente reggersi con il terrore, bagnandosi con il sangue dei propri figli. La dittatura religiosa, nata nell’aprile del 1979, ha mostrato volti davvero terribili e non solo per i canoni occidentali. Penso anch’io che la nostra giornalista sia incappata in un gioco più grande, che vede coinvolti gli Stati Uniti e l’Iran, tuttavia, come ben ricorda la scrittrice Azar Nafisi, “questo regime era uso catturare gli stranieri come ostaggi”. Infine, una considerazione. Non sono di destra e sono guarito dalla iattura di pormi da una o dall’altra parte di una polarizzazione ideologica – altri terribili testimoni di quanto può rendersi abietto l’essere umano -, per cui certe manifestazioni di compagni d’avventura del passato mi hanno fatto rabbrividire. Mille battaglie libertarie buttate nel cesso del tornaconto anche personale, vedi ad esempio il nazicomunista, fino a non molto tempo fa presente in molte televisioni private. Comunque, gli episodi sconcertanti non sono solo di questi giorni. Gli anni ’80 videro molti eventi ancora oscuri, dove gli attori principali erano taluni compagni che sbagliavano ed esponenti di al-Fatah. Grazie per il commento.Marco

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  9. Quello che mi ha fatto più male in quello che ho letto , sia dai commenti che ho letto che dal tuo crudo e vero articolo è …perché stuprarle ? Lo stupro è peggio della tortura, delle botte e delle offese , è come annullare la dignità della donna insozzandola con un rapporto violento.Questa situazione che vivono le donne in quei paesi canaglia è orrida , abominevole.

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    • Sono d’accordo con te. Lo stupro non è solo l’aspetto violento e bestiale, che si esprime nell’effetto distruttivo sul corpo della vittima, ma è un trauma che si ripercuote per sempre nel suo animo, tanto da renderla una sopravvissuta, che tenterà di vivere la quotidianità brutalizzata con la negazione e l’evitamento, rendendola sempre più vittima dell’orrore subito. Perchè? Personalmente, ritengo che l’atto ripugnante dello stupro abbia delle affinità molto vicine allo sfiguramento con l’acido, altra meraviglia umana, che sembra rimarcare la distruzione della dignità della donna. Purtroppo, la condizione della donna nei paesi da te citati è nota, ma si tende a relativizzarla (ci vuole coraggio !!!!) in un ambito culturale (come insozzare una bella parola). Grazie per la tua visita. Ci tengo sempre.

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    • Cara Silvia,

      gli orrendi fatti che stanno insanguinando il Medio Oriente sono decisamente la prova provata della sconfitta di una politica incapace e sorda, che non ha saputo (potuto o voluto) prevedere gli effetti nefasti dei cosiddetti conflitti regionali, loro si capaci di investire gli assetti globali, come ad esempio la stabilità economica mondiale.

      Sono d’accordo con te. La guerra non mi convince affatto. Ci sono numerosi punti che non mi tornano, ma non sono un analista delle relazioni internazionali, quindi credo che rimarranno insolute, per quanto rivedo vecchi schemi anni Cinquanta e Sessanta. Detto ciò, l’attacco compiuto dapprima dagli israeliani e poi dagli statunitensi all’Iran era più che mai prevedibile, considerandolo un successivo step degli eventi partiti il 7 ottobre 2023 con l’Operazione di Hamas “Alluvione Al-Aqsa”, che causò la morte di oltre 1400 persone e il sequestro di oltre 250 ostaggi.  Israele ha successivamente sconfitto Hamas nella Striscia di Gaza, divenuta un infernale tritacarne per i civili, Hezbollah in Libano e, infine, gli Huthi nello Yemen, in realtà messi a tacere dagli nord americani. Alla fine, sarebbe toccato l’Iran, il mandante morale.

      Tutto questo è avvenuto e avviene in un momento storico, nel quale il globo è preso alle strette da altri tre grossi fronti (Ucraina, Corea, Taiwan), che ricordano molto da vicino le linee calde della Guerra Fredda, con la sola eccezione che quegli anni c’erano, a titolo esemplificativo, personaggi come John Fitzgerald Kennedy, Nikita Sergeevič Chruščëv o Leonid Brežnev a capo di due potenze politiche. Oggi a vedere il calibro degli attori protagonisti viene più di un brivido, se poi uno di essi è a capo di una cosiddetta Repubblica Teocratica, campa cavallo.

      Inoltre, in queste ultime settimane si era osservato lo rischieramento delle forze strategiche statunitensi e questo era un segnale di probabile intervento. Per ultimo, ma non per questo meno importante, gli accordi sul nucleare non avevano portato a nulla, anzi. L’Iran ha ribadito la sua intenzione di difendersi o attaccare con armi nucleari. Inquietante se lo Stato in questione ha assunto nella propria fondazione l’assioma della distruzione di Israele.

      Se poi vogliamo aggiungere le reazioni dei Paesi del Golfo e dei Paesi Sunniti, che hanno aiutato in diversa misura Israele e gli Usa, con l’intento di annichilire la potenza regionale scita. Più di un paese del Maghreb o del Golfo hanno inneggiato agli F-22 israeliani e agli B2 statunitensi.

      Comunque, un dato è certo. Non è con la forza che si può ottenere il cambiamento in Iran, con la solita formula – mai riuscita – di esportare la democrazia; e potrà trovare principio dalla volontà e dalla consapevolezza del meraviglioso e fiero popolo iraniano, tenendo pure presente che la maggioranza della popolazione è terrorizzata dal regime brutale e teocratico di Teheran.

      La pace in questo angolo del mondo non è solo un mero obiettivo strategico, ma deve essere una conditio sine qua non per la sicurezza globale.  Per concludere, cosa accadrà? La cosa che più mi ha colpito nelle ultime ore è stato l’alleggerimento della pressione finanziaria globale dei primi momenti, anche dopo gli attacchi (preavvertiti) degli iraniani alle basi americane in Qatar, effettuati in seguito allo sgancio delle super bombe sugli impianti nucleari. Alla fine, dunque, una reazione di uno stato che non vuole la guerra con il colosso a stelle e strisce, che a sua volta, non vuole certamente perdere il consenso dell’elettorato che ha portato Trump a divenire il 47 presidente degli Usa. Intanto, parole quali tattica o strategia, che esaltano l’arte militare, nascondono il sangue e la disperazione dei civili tutti, le vere vittime dei nuovi “olocausti” sulla terra.

      Grazie per la tua visita

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