Sempre con il popolo iraniano

23 commenti su “Sempre con il popolo iraniano

    • Il coraggio che hanno e stanno dimostrando e’ prossimo al martirio, soprattutto se pensiamo che si tratta di giovani ragazze e ragazzi, che, invece, di sognare un futuro possibile si trovano a fare i conti con un regime implacabile e terribile. Un abbraccio. Marco

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  1. Sto sempre dalla parte dei più deboli e quando leggo di oppressione è come se sentissi male al cuore, forse ho patito tanto nelle mie vite precedenti e a volte ne ho paura di sentirmi così coinvolta 🙋🏻🤍👍🏻

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    • Sentirsi coinvolti nella sofferenza altrui è un chiaro segnale di una grande empatia. Certo, più delle volte ci fa soffrire, ma questo ci rende umani in una realtà sempre più disumanizzata, dove anche le singole sofferenze vengono catalogate di serie a o di serie B sulla base di spinte di vario genere, comprese quelle ideologiche. Purtroppo, sembra che l’essere umano faccia di tutto per farsi e fare del male al suo prossimo. Comunque, ritengo che l’empatia e la compassione debbano essere sempre salvaguardate proprio per la tutela dell’altro, a prescindere da tutto ciò che ci rende unici e irripetibili. Al di là di tutto ciò, non avevo dubbi sul fatto che possiedi un animo capace di comprendere fin dentro il tuo cuore la sofferenza altrui, come la sensibilità di cogliere i sentimenti più diversi. La scrittura non è altro che lo specchio di noi stessi, per cui … grazie per commento, che apprezzo. Un abbraccio, Marco.

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  2. Difficile darti torto. Per quanto sia anche convinto che sappiamo davvero poco di quel popolo e verso di loro abbiamo probabilmente più di un BIAS cognitivo.

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    • Convengo in pieno con il tuo commento. Da una parte, siamo vittime di taluni e, forse, inconsapevoli pregiudizi storici non contestualizzati, e mi riferisco per esempio alla famosa distinzione effettuata tra il mondo greco, ritenuto campione del concetto di uomo libero, e l’impero persiano, costituto da schiavi alla mercé di un tiranno. Inoltre, la conoscenza storico culturale della civiltà persiana non ha avuto particolari attenzioni dalla scuola italiana, se non come avversaria e nemica della civiltà romana, sempre nell’ottica tra libertà e schiavitù. Per ultimo, dovremmo affrontare cosa ‘Iran ha rappresentato nel secolo trascorso, nel bene e nel male e, soprattutto, nell’equilibrio dei blocchi contrapposti, ovviamente mai oggetto d’interesse nelle nostre aule. Dall’altro, c’è l’aspetto, anch’esso colmo di pregiudizi, collimante con ideologie incapaci di intendere la libertà fuori dallo storicismo materialistico o, peggio, dal libero mercato e la ricerca del profitto. In realtà, se volessi continuare a riferirmi alla precedente visione erodotea forse oggi la gioventù iraniana rappresenta l’indice di che cosa sia la libertà, nella quale il ruolo di Leonida è incarnato dalle donne, che hanno già pagato un pesantissimo contributo in in questi anni. Grazie per il commento, che apprezzo molto. Alla prossima, Marco

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    • Non credo che gli Stat Uniti abbiano forze tali nell’area da poter ipotizzare una invasione in grande stile del territorio iraniano, tanto meno una testa di ponte. La forza di fuoco che si è concentrata nel Golfo fa ritenere, invece, una cosiddetta azione chirurgica, utile ad azzerare eventuali risposte militari e la conseguente eliminazione dei vertici civili/religiosi, aventi come vertice Ali’ Khamenei, nonché gli alti ufficiali dei Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Iraniana, da questo anno considerata dall’unione Europea un’organizzazione terroristica. Comunque, al di là del regime sanguinario, mi auguro che la “liberazione “ trovi il suo epicentro nelle forze migliori della società iraniana, dato che non sempre azioni militari proporzionali e precauzionali lo sono davvero, con il rischio che i civili possano divenire nuovamente le vittime collaterali di un problema ineludibile. Un abbraccio, Marco

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      • Caro Mario, chi esporta democrazia ha sempre un tornaconto. Ho imparato a diffidare delle “azioni chirurgiche” per il semplice fatto che non sono in grado di dire cosa sia più giusto oppure no per un popolo. Buona serata

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