Sempre con il popolo iraniano

41 commenti su “Sempre con il popolo iraniano

    • Il coraggio che hanno e stanno dimostrando e’ prossimo al martirio, soprattutto se pensiamo che si tratta di giovani ragazze e ragazzi, che, invece, di sognare un futuro possibile si trovano a fare i conti con un regime implacabile e terribile. Un abbraccio. Marco

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  1. Sto sempre dalla parte dei più deboli e quando leggo di oppressione è come se sentissi male al cuore, forse ho patito tanto nelle mie vite precedenti e a volte ne ho paura di sentirmi così coinvolta 🙋🏻🤍👍🏻

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    • Sentirsi coinvolti nella sofferenza altrui è un chiaro segnale di una grande empatia. Certo, più delle volte ci fa soffrire, ma questo ci rende umani in una realtà sempre più disumanizzata, dove anche le singole sofferenze vengono catalogate di serie a o di serie B sulla base di spinte di vario genere, comprese quelle ideologiche. Purtroppo, sembra che l’essere umano faccia di tutto per farsi e fare del male al suo prossimo. Comunque, ritengo che l’empatia e la compassione debbano essere sempre salvaguardate proprio per la tutela dell’altro, a prescindere da tutto ciò che ci rende unici e irripetibili. Al di là di tutto ciò, non avevo dubbi sul fatto che possiedi un animo capace di comprendere fin dentro il tuo cuore la sofferenza altrui, come la sensibilità di cogliere i sentimenti più diversi. La scrittura non è altro che lo specchio di noi stessi, per cui … grazie per commento, che apprezzo. Un abbraccio, Marco.

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  2. Difficile darti torto. Per quanto sia anche convinto che sappiamo davvero poco di quel popolo e verso di loro abbiamo probabilmente più di un BIAS cognitivo.

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    • Convengo in pieno con il tuo commento. Da una parte, siamo vittime di taluni e, forse, inconsapevoli pregiudizi storici non contestualizzati, e mi riferisco per esempio alla famosa distinzione effettuata tra il mondo greco, ritenuto campione del concetto di uomo libero, e l’impero persiano, costituto da schiavi alla mercé di un tiranno. Inoltre, la conoscenza storico culturale della civiltà persiana non ha avuto particolari attenzioni dalla scuola italiana, se non come avversaria e nemica della civiltà romana, sempre nell’ottica tra libertà e schiavitù. Per ultimo, dovremmo affrontare cosa ‘Iran ha rappresentato nel secolo trascorso, nel bene e nel male e, soprattutto, nell’equilibrio dei blocchi contrapposti, ovviamente mai oggetto d’interesse nelle nostre aule. Dall’altro, c’è l’aspetto, anch’esso colmo di pregiudizi, collimante con ideologie incapaci di intendere la libertà fuori dallo storicismo materialistico o, peggio, dal libero mercato e la ricerca del profitto. In realtà, se volessi continuare a riferirmi alla precedente visione erodotea forse oggi la gioventù iraniana rappresenta l’indice di che cosa sia la libertà, nella quale il ruolo di Leonida è incarnato dalle donne, che hanno già pagato un pesantissimo contributo in in questi anni. Grazie per il commento, che apprezzo molto. Alla prossima, Marco

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    • Non credo che gli Stat Uniti abbiano forze tali nell’area da poter ipotizzare una invasione in grande stile del territorio iraniano, tanto meno una testa di ponte. La forza di fuoco che si è concentrata nel Golfo fa ritenere, invece, una cosiddetta azione chirurgica, utile ad azzerare eventuali risposte militari e la conseguente eliminazione dei vertici civili/religiosi, aventi come vertice Ali’ Khamenei, nonché gli alti ufficiali dei Pasdaran, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Iraniana, da questo anno considerata dall’unione Europea un’organizzazione terroristica. Comunque, al di là del regime sanguinario, mi auguro che la “liberazione “ trovi il suo epicentro nelle forze migliori della società iraniana, dato che non sempre azioni militari proporzionali e precauzionali lo sono davvero, con il rischio che i civili possano divenire nuovamente le vittime collaterali di un problema ineludibile. Un abbraccio, Marco

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      • Caro Mario, chi esporta democrazia ha sempre un tornaconto. Ho imparato a diffidare delle “azioni chirurgiche” per il semplice fatto che non sono in grado di dire cosa sia più giusto oppure no per un popolo. Buona serata

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  3. L’ empatia va bene, ma poi non riesco a stare serena, a volte non riesco neanche a mangiare e mi sento inutile. Spesso credo che la mia più che altro diventi malattia perché non riesco a guardare film né leggere libri che parlano di soppressione e violenza, a volte assistendo a scene violente copro gli occhi per esorcizzare la violenza a cui assisto, so che sono storie e film, ma proprio mi scopro così immersa nella situazione da soffrirne… Ciao 🙋🏻🍀

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    • La violenza è una realtà, tuttavia non deve essere accettata come una parte inevitabile della vita. E’ possibile e necessario lavorare per costruire società più pacifiche, in cui i conflitti vengano risolti senza ricorrere alla violenza. Promuovere l’empatia, la comunicazione e il rispetto reciproco è essenziale per questo processo. A sua volta c’è il rischio significativo di sviluppare cinismo o disillusione dopo aver subito o assistito a esperienze di violenza. Questo fenomeno può manifestarsi in vari modi e influenzare profondamente il modo in cui una persona percepisce il mondo e interagisce con gli altri, come hai ben evidenziato. Comunque, abbiamo dalla nostra una grande arma, per contrastare la violenza: la gioia, nel più ampio senso. La gioia non è solo un’emozione, ma un potente strumento di resistenza e guarigione. Anche in mezzo alla violenza, le persone possono trovare modi per esprimere la loro felicità e speranza, contribuendo a costruire comunità più forti e unite. Riconoscere e celebrare questi momenti di gioia può essere fondamentale per il processo di recupero e per la creazione di un futuro migliore. Grazie per avermi scritto. Un abbraccione. Marco

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      • Grazie a te per dare risposte ampie mentre molti postano ed è come se scrivendo disturbassimo il tempo per le risposte che tra l’ altro non scrivono e sono stitici e a volte disinformati …A volte salutano e manco grazie.Buona serata Marco, ciao!👍🏻🙏🏻

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  4. Bello il titolo del post, ma di quale libertà stiamo parlando? Ogni giorno si perdono diritti, non solo in Iran. Il papero americano vuole esportare la sua democrazia, che più non è tale, ma in realtà bada solo ai propri interessi, non certo a quelli del suo popolo. Io starò sempre con gli oppressi, ma è una battaglia persa in partenza e purtroppo è così dappertutto. Ai governi non interessa il bene del proprio popolo, ma solo quello dei propri finanziatori. Forse che l’impero persiano era meglio dell’impero americano o di quello romano o di tutti quelli che si sono succeduti da che l’uomo esiste? Ci sarà libertà quando il popolo potrà scegliere lui chi candidare e non come adesso quando ci sono solo interessi commerciali in ballo. Ma tanto questo non succederà mai. Scusate il pessimismo. Buona giornata a tutti.

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    • Inizio col ringraziarti per il tuo commento, che ho trovato stimolante e utile per avviare una discussione escatologica sulla storia. La tua osservazione sullo sconforto, fondato su fatti oggettivi, è indubbiamente valida e difficile da confutare. Così come è innegabile che i grandi imperi succedutisi nel corso dei secoli abbiano avuto radici diverse — siano esse religiose, ideologiche, economiche o di genere — tutte queste influenze hanno modellato l’esperienza umana in modi complessi.

      Spesso, molte iniziative che sono partite con le migliori intenzioni hanno portato a risultati disastrosi, sia a destra che a sinistra, tutte guidate dall’ideale condivisibile di sostenere il popolo. Usa sempre l’uomo ha tentato di dare una spiegazione a questo evoluzionismo storicista ineludibile, in particolare attraverso la fede religiosa. Tra le innumerevoli vi è sta anche quella che ritiene la nostra realtà sensibile incapace di bene, in quanto espressione del male, una brutta copia della realtà numinosa. Personalmente, pur con una mia visione laica e radicale della vita, mi piace pensare che la nostra evoluzione, pur ostacolata dalla stessa umanità, sia orientata verso un orizzonte migliore, che prescinda o meno dalla catarsi richiesta da molte religioni e culti.

      A rendere la situazione ancora più complessa è la cecità umana, che spinge a interpretare la realtà in modo fazioso. Per fare un esempio, in ogni ambito c’è sempre uno juventino (mitica Juve) e un granata, ciascuno dei quali tende a vedere le cose attraverso una lente settaria, spesso incapace di comprendere il punto di vista dell’altro. Per ultimo, è mia opinione- ribadisco opinione – che non sia l’interesse economico a guidare le diseguaglianze presenti nel mondo o, almeno, non è l’unico. Sono solito riflettere sulle spiegazioni date dalle diverse religioni sulla nascita del male e, in parte, concordano un pochino tutte su altre sulla vulnerabilità umana e la sua naturale tendenza verso la distruzione. Grazie ancora. Un abbraccio. Marco

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      • Marco, molto interessante la tua disamina e la condivido in parte (soprattutto il riguardo alla mitica Juve), ma una discussione sul bene e sul male ci porterebbe molto lontano e riempirebbe pagine e pagine di non so quanti libri. Io penso che il bene e il male coesisteranno sempre, fanno parte del nostro DNA (di quanto siamo apparsi sulla Terra e non eravamo il predatore spietato che siamo ora, o forse lo eravamo già in nuce e non lo sapevamo). L’uomo ha sempre dovuto combattere contro tutto e contro tutti, perché il desiderio di conoscenza e possesso è sempre stato presente in lui, se così non fosse stato probabilmente non saremmo arrivati fin qui. Io spero che il futuro porti alle generazioni future maggiore dialogo tra le parti, in fondo siamo tutti homo sapiens e condividiamo gli stessi problemi e le stesse aspettative, solo che il Dio Denaro ci ha un po’ preso la mano.
        Sono Marco anch’io. Buona giornata.

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